Si smilitarizziamo quest'Italia che torna fascista pian piano, e i casi di violenza da parte delle istituzioni dedite alla salvaguardia della legge e al rispetto di essa sono diventati casi sporadici sin troppo frequenti.
Si legge di aggressioni in carcere e di pestaggi e manganellate un pò qui e un pò la. Non è certo colpa dell'opinione pubblica questa volta. Ma è complice essa che per anni ha nutrito certe faziosità e certi odi con notizie spesso ripetitive su stranieri pericolosi come luogo comune e su no-grobal e su persone di sinistra divenute pericolose alla convivenza nello stato. Ma quanti luoghi comuni possono ancora esistere senza scatenare violenza?
Basta poco per far parte di una realtà simile e venire manganellati nella notte, e venire spediti in carcere e picchiati magari. In un'Italia che con l'indulto si è dato esempio di scempio e cattiva organizzazione delle carceri, vogliamo ora mostrare il pugno di ferro? Di essere duri con la linea del pugno di ferro? In un'Italia dedita ai bracci di ferro tra diversi dualismi opposti sempre e comunque.
Stiamo ora esagerando, la sporadicità di eventi di pestaggio e violenza diventa ordinaria procedura per molti giovani e meno giovani delle forze dell'ordine. E quando non è l'eccesso di brio e di zelo da parte dei giovani, è una regola del codice delle forze stesse. Stendiamoli con le buone o con le cattive. Ed è li che basta poco per lasciarsi prendere la mano, per lasciare largo spazio agli istinti umani di violenza che s'accostano a quelli animali, di un'Italia a l'ombra di un fascismo sconfitto, ma radicato nelle nostre culture. Noi a differenza di altri nutriamo fascismo nelle vene. Noi che abbiamo assaporato l'odio razziale e la violenza indiscriminata verso il comunismo e verso i diversi. In un periodo in cui il perbenismo non lascia libertà alle diversità. Il finto perbenismo sarebbe giusto dire.
E ad ogni odio segue una violenza, indiscriminata, disumana e nessuno fa niente. Le istituzioni si calano nel silenzio, e in quel silenzio muore la giustizia, soffocata da un sacchetto in hd troppo stretto attorno al collo di un diverso, troppo diverso, forse colpevole, forse più debole.
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