Come l'Italia prende ogni giorno nella guerra a Kabul lo sappiamo oramai tutti, in pochi sappiamo che quella non è la nostra guerra, che in questa guerra noi siamo in pace, siamo li per la missione di pace. Ma loro non lo sanno. Loro non sanno che noi siamo li per la pace, noi siamo il nemico. Noi appoggiamo Karzai, il nuovo governo, ma il nuovo governo sarà corrotto?
Non è mica lontano dalla realtà credere che in Afganistan non importa che la bandiera della divisa sia italiana o sia Usa o sia Nato, il nemico si identifica con qualsiasi bandiera occidentale. Loro vogliono la loro guerra, combatterla tra di loro, noi siamo li intenti ad aiutarli, o lo scopo è quello e le intenzioni anche, ma loro non vogliono. E ora che non sappiamo bene se il nemico sia Karzai o il nemico siano i Talebani, rimaniamo li a lottare con tutto l'Afganistan, anzi no, a farci attaccare da loro.
I Talebani e i loro attentati fuori dalle rocche dei loro monti che mostrano al mondo e ai nemici la loro superiorità, la loro forza anche nelle capitali, anche nelle città e non solo nelle montagne. Come possiamo noi combattere un nemico invisibile che non lotta con le sole armi, ma lotta con tutto il corpo e con l'anima? Uno che non ha paura di morire, ma di vivere, e muore da eroe. I veri eroi sono loro, non siamo noi che ci lasciamo ammazzare, per una causa che non è nostra, per una causa che vale uno stipendio al mese molto ricco. Un modo per un giovane di finire carne da macello, nella speranza di non farsi ammazzare e presto di pagare il mutuo della casa, di realizzare i propri sogni. Ma non stai domando la vita alla patria, ad una giusta causa, stiamo solo intervenendo in una guerra civile, dove loro e solo loro sono i responsabili e i protagonisti. Noi gli stupidi spettatori in platea che ogni tanto una bomba ne colpisce qualcuno e i media lo ricorderanno come eroe e avremo qualcun altro da piangere tra le morti bianche del lavoro.
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