Il sogno più grande di ogni capo di stato è quello di avere la stampa solo dalla sua parte. La dittatura assoluta senza temere il confronto con altri è indubbiamente il sogno evidente di ogni uomo al potere.
Non dover sentire le opinioni, i dissensi, e non dover discutere se quello che si è fatto sia giusto o sbagliato.
Immancabilmente, anche il nostro onorato presidente la pensa così. Non è assolutamente felice di quanti mezzi di comunicazione abbia nelle sue mani da anni, e da quanto potere comunicativo gli abbia dato ciò. Non gli importa di quante testate giornalistiche possiede e di quante testate televisive possiede al suo diretto comando, per lui è tutto così normale oramai. Ma il confronto no, il confronto non lo tollera. Quei mattacchioni che dicono qualcosa di poco compiacevole nei suoi confronti non viene assolutamente tollerato. Non è possibile che Ballarò, che RAI3, che Repubblica e qualcun altro gli si opponga. Lui è premier, ha la legge salva premier e qualcosa la si deve pur fare. Innanzi tutto iniziamo con una bella dose di smentite e iniziamo a definire calugne e faccende inventate tutte le accuse che ci vengono addosso e concludiamo con quella frase, che tanto piace a noi italiani: "Stanno facendo della tivù di stato uno strumento di offesa e di campagna elettorale contro di me".
Con queste parole Silvio ha subito trovato l'accordo di molti italiani, che hanno visto la salvezza nel lemma tivù di stato e un corrispettivo come dire... ah si: i nostri soldi del canone servono ad essere faziosi, a sostenere la sinistra?
Ma ben venga che il mio canone venga così speso allora, se questa è l'unica consolazione e modo di opposizione al sistema berlusconiano. Se non possiamo permetterci altro, allora ben venga.
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