Caleremo le braghe in questa crisi. Ma questa crisi chi la preannunciata? E' uno spettro estremamente sospetto, che si aggira sull'Italia e sul mondo. E' bastato vedere il crollo dei colossi mondiali delle automobili e un periodo di mutamento e di saturazione del mercato per gridare alla crisi.
Ecco come, solitamente, si svolgono le cose.
Il mercato attuale dell'usa e getta, ha grobalizzato il mondo ed è cambiato tanto rapidamente, che le abitudini del consumismo hanno assoggettato e creato un costume talmente normale e talmente consono a farci credere che ogni fonte di guadagno sia subito rinvestibile nel mercato. Invece non è esattamente così e lo sappiamo, spero.
Ciò unito ad un periodo dove i laureati e i diplomati sono pari almeno all'80% dei giovani, ha reso un tasso di disoccupazione talmente alto tra i giovani, e mai visto.
E dulcis in fundo: il problema immigratorio. Da anni l'Italia e altri paesi assorbono moltissimi immigrati regolari e non, tutto ciò ha favorito un assorbimento e una saturazione del mercato del lavoro, che legata alle assunzioni "forzate" e superflue di molti ambienti lavorativi, ha reso impossibile trovare lavoro.
Ciò ha prodotto l'effetto contrario, dove l'aumento di disoccupazione, contrapposto all'aumento della produzione, superando di gran lunga la domanda, ha creato la crisi.
Come rapida conseguenza ad un superamento dell'offerta rispetto alla domanda, inizio i fallimenti e le riduzioni di personale e le casse integrazioni e si giunge al fine al circolo vizioso, in cui da anni assistiamo.
L'insieme dei suddetti fatti procede sul fatto che giri poco denaro. Non favorendo gli investimenti dei risparmiatori ci ritroviamo con un pugno di mosche e con enormi difficoltà a giungere a fine mese. Si viene così a creare un dislivello molto ampio tra la nascita di una borghesia nuova che vive con meno di 2000 euro al mese e una fascia di neo ricchi che vive con cifrè molto più ampie. Non esistendo i risparmiatori, che prima trovavano rifugio nella borghesia classica e nei ceti abbienti, viene a mancare una grossa fetta di mercato, che per anni ha dato vita a capitali in continuo movimento da un'investimento all'altro.
In definitiva, il mutare scompensato dell'economia globale ha dato vita ad un periodo di stallo economico e sociale, da cui se ne verrà fuori solamente con il tempo.
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