domenica 10 ottobre 2010

"Le nuove mafie come il terrorismo"

Il procuratore nazionale Pietro Grasso descrive il volto attuale del crimine organizzato, sempre al passo con i tempi: "Ci sono alleanze con la malavita di altri Paesi per la spartizione dei mercati"



PALERMO - Il volto nuovo della criminalità organizzata corrisponde a quello di imprese transazionali che gestiscono beni e servizi illegali. Il profilo del crimine globalizzato, sempre più somigliante a quello del terrorismo, è stato tracciato all'assemblea dell'Osce di Palermo dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso.

Quello che le indagini internazionali stanno oggi verificando conferma in sostanza le intuizioni negli anni 80 di Giovanni Falcone che è stato un "eccezionale quanto inascoltato profeta". Grasso ha tracciato le strategie delle mafie che, pur mantenendo la loro sede operativa in Italia, hanno ormai allargato la propria rete con alleanze criminali con le organizzazioni di altri paesi.

Sono state create così le condizioni per accordi, impiego comune di uomini e mezzi, spartizione di denaro e dei mercati. Le mafie influenzano e sfruttano i processi geopolitici e offrono servizi secondo la logica di imprese transnazionali.

"Ci siamo trovati di fronte - ha detto Grasso - a traffici legati alla domanda la cui evoluzione è alla base dei mutamenti organizzativi". Le tecniche ormai consolidate si fondano su una flessibilità operativa e su un'organizzazione a cellule di 3-5 elementi che presentano analogie impressionanti con le organizzazioni terroristiche con le quali sono stati accertati scambi ed alleanze.

"Queste reti - ha sottolineato Grasso - garantiscono continuità ai traffici anche nel caso di arresto di singoli elementi o di intere cellule".

09/10/2010
La Siciliaweb

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