domenica 19 settembre 2010

Rom, l’Economist: «I ‘pionieri’ delle deportazioni sono stati gli italiani»


ROMA – I rom non solo poveri ma anche perseguitati. E i “pionieri” delle deportazioni sono stati gli italiani. Così è scritto nell’editoriale dell’Economist “Pasti caldi per casi difficili” in edicola oggi: “Le persecuzioni a danno dei rom non risolveranno il più grande problema sociale dell’Europa. L’educazione, invece, potrebbe”. Più avanti il settimanale di Londra se la prende direttamente con il nostro Governo, all’avanguardia in materia di politiche antirom: “Alcuni Governi dell’Europa occidentale hanno pensato una semplice soluzione al problema rom: deportarli. Questo approccio, perseguito per la prima volta dall’Italia ed ora diffuso in Francia, quest’anno ha rispedito a casa in Bulgaria e Romania circa 8mila rom, perlopiù in deportazioni volontarie, allettate da garanzie di liquidazioni monetarie”.


L’Economist poi interviene nella polemica tra la commissaria per la giustizia Viviane Reding e il presidente francese Nicholas Sarkozy, reo di perseguire politiche discriminatorie degne della politica di Vichy. Secondo il periodico britannico, Reding “ha giustamente minacciato di iniziare un’azione legale contro la Francia, che potrebbe condurre a multe più onerose e umilianti”.

Eppure c’è uno strumento per bloccare questo circolo vizioso: l’educazione. “Molti bambini rom frequentano le scuole incostantemente se non mai” scrive l’Economist, ammettendo che l’integrazione nelle classi è difficile. Ma l’esperienza romena insegna che è possibile convincere i rom a mandare i figli a scuola. “Un primo passo è far finire la discriminazione che prosegue ancora in molti Paesi, come per esempio la Slovacchia”. Allora la soluzione sta in voucher, pasti caldi, sovvenzioni per vestiti e scarpe. “Misure che costano pochi soldi”: perché non è il cash che serve, “ma ingegno e volontà”.
da Redattore Sociale
in data:17/09/2010

Nessun commento: