L’Economist poi interviene nella polemica tra la commissaria per la giustizia Viviane Reding e il presidente francese Nicholas Sarkozy, reo di perseguire politiche discriminatorie degne della politica di Vichy. Secondo il periodico britannico, Reding “ha giustamente minacciato di iniziare un’azione legale contro la Francia, che potrebbe condurre a multe più onerose e umilianti”.
Eppure c’è uno strumento per bloccare questo circolo vizioso: l’educazione. “Molti bambini rom frequentano le scuole incostantemente se non mai” scrive l’Economist, ammettendo che l’integrazione nelle classi è difficile. Ma l’esperienza romena insegna che è possibile convincere i rom a mandare i figli a scuola. “Un primo passo è far finire la discriminazione che prosegue ancora in molti Paesi, come per esempio la Slovacchia”. Allora la soluzione sta in voucher, pasti caldi, sovvenzioni per vestiti e scarpe. “Misure che costano pochi soldi”: perché non è il cash che serve, “ma ingegno e volontà”.
da Redattore Sociale
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