giovedì 30 settembre 2010

Dopo la fiducia alla Camera...oggi quella al Senato.

Il rito si ripete. Berlusconi ieri ha ottenuto la sua goffa fiducia alla Camera. Sapevamo tutti che sarebbe andata così. E' bastato rileggere il programma vecchio di 15 anni, è bastato dire due belle parole qui e due la, comprarsi la fiducia con le parole è un arte. Ma è bastato ricordare che si va a casa se non si vota la fiducia per convincere tutti a tenere in piedi quel teatrino politico che oramai ci risulta strusciante e vorremmo evitare di pagare il biglietto. Paganti e costretti a vederci uno spettacolo visto da oltre 40 anni di politica italiana sempre uguale. Nessuno lasci le poltrone: è il motto.

Come in una partita di pallone, nello stadio gremito di spettatori esordisce il "giovane" Silvio Berlusconi alle 9:46 di oggi. Al suo ingresso al Senato la maggioranza si alza in piedi e lo applaude, dall'opposizione parte qualche fischio, ma è tutto regolare. Dice subito che la maggioranza è ora più forte del 2008, e che l'attuale governo potrà continuare il suo impegno, se questo Senato lo vorrà. L'esperto menestrello di Arcore si presta subito a rassicurare i presenti che le riforme partiranno, con la stessa volontà di colui che da lunedì inizia la dieta. Le riforme partiranno nella collaborazione più assoluta, perché il programma è il programma e va ripetuto ogni istante, magari qualcuno alla fine ci crederà...
Inaugura le "stagioni" delle riforme, ma non le aveva già inaugurate altre due miliardi di volte?






A differenza di ieri Berlusconi allarga l'arco temporale di quello che definisce lo "squilibrio tra politica e magistratura", includendo Tangentopoli. Una correzione forse dovuta al richiamo rivoltogli ieri in aula da Bruno Tabacci, che aveva accusato Berlusconi di non essere credibile sul tema giustizia, perché le sue critiche si riferivano appunto solo all'ingresso in politica suo, estraniandosi da tangentopoli. Assicura ancora sul federalismo fiscale, citando a gran voce che non s'aggraverà sulle tasche degli italiani, e pian piano si alleggerirà. <>Rimarcando il percorso di ieri, subito mette in campo lo scudo fiscale. Riformeremo il lato costituzionale della giustizia, divideremo le carriere dei magistrati, e applicheremo sanzioni ai magistrati che sbagliano. Ma in particolare ritorna sulla questione rimarcante di tutelare le alte cariche dello stato (chiamasi legge a personan). Non dimentica di ricordare che la Salerno-Reggio Calabria sarà ultimata, ma tanto chi ci crede?
Dopo l'autostrada non può mancare il ponte. Ponte sullo Stretto di Messina, dove i lavori sono già iniziati. ricorda che saranno completati, nonostante l'opposizione della sinistra.

Ieri l'aveva dimenticato di dire, ma oggi ha la memoria più allenata. Più militari per strada per strade e cittadini più sicuri. Certo, forse dimentica dei forti tagli alle forze di Polizia, agli agenti carcerari, e ai vari corpi militarizzati e non.
Conclude infine ricordando che la sua, e quella dei suoi colleghi, è una missione, alla quale non possono venire meno a questo annoso dovere. Dice infatti: "Abbiamo il dovere di continuare a governare, anche se non è facile, non è semplice. E tante volte verrebbe veramente la voglia di dire: lasciamo agli altri questo sacrificio".



Iniziano le consultazione e il dibattito: Il leader della Lega, Umberto Bossi, ha dichiarato:"Maroni è una persona saggia ma ormai è passata la fiducia, non si vota adesso". Lo ha affermato Umberto Bossi conversando con i giornalisti a Palazzo Madama e ha aggiunto: "Fli indispensabile sulla carta, ma tutti hanno paura del voto"

Il governatore del Veneto Luca Zaia, ex ministro del governo Berlusconi, vede nel voto sulla mozione di sfiduicia al ministro Bossi per le sue affermazioni su Roma presentata alla Camera dalle opposizione il banco di prova sulla tenuta della maggioranza di governo, uscita dal voto di fiducia di Montecitorio. "Il banco di prova sarà subito il primo provvedimento nella speranza che le nostre previsioni di un'agonia trascinata nel tempo non si avverino. La Lega non starà lì ad annacquare o annientare le sue proposte per il federalismo", dice Zaia



"Un discorso lucido, positivo e politicamente realistico. Traspare la consapevolezza del premier che il futuro della Legislatura dipenderà non tanto dalle analisi pessimistiche degli opinionisti, quanto esclusivamente dalla capacità del governo di mettere in cantiere, in tempi brevissimi, e di realizzare, con efficacia, le cinque riforme illustrate, a partire dalla riforma fiscale e dalla lotta all'evasione fiscale. Berlusconi sa bene che i governi vincono o perdono le elezioni sull'allentamento della pressione fiscale e sulla fiducia derivante da una solida ripresa economica", ha detto il senatore del Pdl Raffaele Lauro.


I cinque punti del programma di Berlusconi sono ''carta straccia''. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, commenta l'intervento del premier in aula a palazzo Madama e afferma che ''è stato un discorso paradossale, sono desolata. Si tratta di un discorso già fatto dieci anni fa, ma ci parla di un sogno che non si è mai avverato: sveglia!''. ''Il Paese nel frattempo precipita o si organizza per i fatti suoi''.

Il senatore Riccardo Villari annuncia il sì all'esecutivo Berlusconi e il premier, seduto ai banchi, lo ringrazia alzando la mano destra.

Quello politico attuale è un "sistema malato", denuncia Emma Bonino, vice presidente del Senato, parlando per i radicali durante il dibattito sull'intervento di Berlusconi al Senato. "Dopo 150 giorni ancora non nominate il ministro dello sviluppo ma di che vogliamo parlare..Della scelta sul nucleare di questo paese". Se poi si andrà al voto, sottolinea, "saranno elezioni non democratiche sia per il sistema elettorale che per quello dell'informazione tv" e anche per questo è "indispensabile che si rompa l'autorefenzialità della classe politica".

''Alla Camera c'è stata una fiducia molto forte, al Senato sarà altrettanto. Abbiamo il dovere di governare'', ha detto il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''Chi volesse sabotare il programma voluto dagli italiani -rimarca il presidente dei senatori Pdl - se ne dovrebbe assumere la responsabilità davanti al paese. Invece -conclude- vediamo che la fiducia in Parlamento ha raggiunto livelli record''.

Silvio Berlusconi "fa sempre tutto il possibile". Gianni Letta risponde così a chi gli chiedeva se il premier stesse facendo il possibile per mandare avanti il governo. Quanto alla giornata di oggi, dopo la fiducia ieri alla Camera, "sta andando bene", ha detto.

Violento intervento nell'Aula del Senato del pidiellino Giuseppe Ciarrapico, che definisce "rinegati" gianfranco Fini e i suoi parlamentari, aggiungendo anche: "Fonderà un partito, speriamo che abbia già ordinato le kippah con le quali si presenteranno". Rivolto a Berlusconi, Ciarrapico dice: "Ieri ella nobilmente ha ignorato che c'erano 35 rinnegati alla Camera dei deputati. Quando ho sentito parlare Bocchino - si legge nel resoconto stenografico dell'intervento di Ciarrapico - ho pensato che il mio amico Pinuccio Tatarella si sarebbe rivoltato nella tomba. E non poteva essere altrimenti". Sempre rivolto a Berlusconi, Ciarrapico chiede: "Ella, signor Presidente, pensava che fosse casuale quel rinnegamento? No, era necessario, perché era stato impartito un ordine: non farci raggiungere i fatidici 316 voti. Non erano quindi rinnegati casuali, erano rinnegati mandati, erano rinnegati che avevano un compito da svolgere, signor Presidente; 35 parlamentari che non sarebbero stati eletti se non li avesse fatti eleggere lei e torneranno nell'ombra, come nell'ombra tornerà quella terza carica dello Stato che ella molto generosamente gli aveva affidato. Fonderà un partito, speriamo che abbia già ordinato le kippah con le quali si presenteranno, perché di questo si tratta: chi ha tradito una volta tradisce sempre, l'onorevole Fini può darsi pure che svolga una missione, ma è una missione tutta sua personale, se la tenga. Quando andremo a votare, perché andremo a votare - conclude Ciarrapico - vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini".

Barbareschi parla di "parole imbecilli". Lehner ne chiede "l'espulsione dal Parlamento". Adornato chiede rispetto per una "Repubblica i cui valori contraddicono alla radice ogni razzismo". L'appassionato intervento con cui Emanuele Fiano attacca le parole di Giuseppe Ciarrapico su Fini e la kippah, come se il simbolo di una religione potesse essere un disvalore, un motivo di accusa politica, scatena l'indignazione dell'Aula. La consuetudine, e il regolamento di Montecitorio, vietano riferimenti diretti a componenti dell'altro ramo del Parlamento, e lo ricorda la stessa presidente di turno, Rosy Bindi, che osserva anche come, del resto, la gravità della questione posta sia del tutto condivisa. Nel dibattito che si snoda all'improvviso dopo la denuncia di Fiano, interviene tra gli altri anche il finiano Moffa che chiede a Silvio Berlusconi di prendere le distanze dal senatore Pdl.

"Finora nei precedenti due anni e mezzo di legislatura il senatore Ciarrapico aveva tenuto a bada i suoi bassi istinti antisemiti. Oggi non ce l'ha fatta e nel tentativo di insultare Fini ha invece insultato un popolo intero". Per il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, "la responsabilità è di chi ha portato un personaggio come Ciarrapico in Parlamento. È Berlusconi che lo ha nominato ed è Berlusconi che deve chiedere scusa".

Approderà in Aula alla Camera per la discussione generale lunedì 4 ottobre la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti di Silvio Berlusconi nella qualità di ministro dello Sviluppo Economico ad interim. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio riunitasi questa mattina. Il voto è stato fissato per il giorno successivo, martedì 5 ottobre, ma solo al termine dell'esame del provvedimento sul settore agroalimentare.

"Quando lei verrà in quest'aula e ci dirà lealmente cosa vuole fare davvero per il Sud, io l'ascolterò con attenzione e passione. Ma oggi, in piena autonomia e libertà, le dico con il cuore in mano che non posso votare la fiducia al governo", ha detto Adriana Poli Bortone (Io Sud) in aula a Palazzo Madama. Secondo la senatrice l'esecutivo guidato dal presidente del Consiglio Berlusconi ha "totalmente tradito" il programma di interventi per lo sviluppo del Meridione sottraendo, tra gli altri, 27 miliardi di Fondi Fas.

Tutto ciò avviene nell'interesse del premier....

Il presidente del Consiglio, seduto ai banchi del governo, ascolta e conversa con i ministri e i vari senatori della maggioranza che gli si siedono accanto per scambiare qualche parola. Ad un certo punto arriva un commesso che gli porta una voluminosa busta bianca. Lui la apre e dall'involucro esce una sorta di catalogo di case di campagna, con tanto di foto a colori, che il premier comincia a sfogliare. Dopo averlo guardato con attenzione per qualche minuto, accorgendosi che suscitava l'interesse di qualche fotografo, lo fa sparire sotto la pila di fogli che sono sul suo tavolo

Dopo l'interruzione, la replica del Premier mette a nudo il suo reale grido di vittoria. Il confronto "civile" tra maggioranza e opposizioni come l'Udc e il Pd non è questione di numeri parlamentari perchè se guardiamo a questi, ieri alla Camera si è dimostrato che il governo gode di un consenso parlamentare più ampio, ieri c'è stata la fiducia più alta avuta nella legislatura, secondo Berlusconi.
Si mette subito in tasca i meriti di un avvicinamento tra Russia ed USA, afferma infatti che prima che arrivasse a l'Aquila per il G8, disse ad Obama: "Non venire se non firmi il trattato sulla riduzione degli arsenali atomici con Putin." Due giorni prima del vertice Obama firmò il trattato e arrivò in Italia sollevandolo con le mani. (CHE EROE).
Ciliegina sulla torta la sua "amicizia" con il dittatore libico Gheddaffi e per gli accordi commerciali con la Libia. Si vanta di essersi scusato per gli episodi del passato della colonizzazione, e afferma che ci sarà grande collaborazione tra i due stati e una forte sinergia tra i due capi di stato... Forse uno è un dittatore affermato e l'altro non si dichiara... Ricorda inoltre che noi italiani non ci siamo inginocchiati alla Libia...forse Gheddaffi preferisce solo le italiane.

Ricorda che ha l'inimicizia dei giornali e all'estero invece lodano il nostro governo, siamo curiosi di vedere e leggerli questi giornali, perché sono più quelli che ci deridono che quelli che ci vantano. Fatta ovviamente esclusione di tutte la pagine di pubblicità che "qualcuno" compra profumatamente.
Si scaglia contro la Iervolino e se il termovalorizzatore non funziona è solo colpa del sindaco e della sua amministrazione. La questione rifiuti è risolvibile (vorremmo sapere come concretamente).
Poi ricorda a tutti che la scuola è un ammortizzatore sociale perché il governo della sinistra la resa tale, certo forse dimentica anche che una parte del lavoro è anche della Democrazia Cristiana....
Ricorda che il Italia avremo il nucleare, per un'indipendenza economico-energetica dalla Francia.

Dopo l'augurio del premier ad iniziare una buona votazione, tra applausi di PDL e Lega, e urla d'ironia dal PD che incita "BIS,BIS".

Mentre Rutelli insiste sulla possibile formazione del terzo polo, ma sa bene anche lui che in Italia si è già radicata l'ideologia del bipolarismo e sarà fortemente complesso e numericamente impossibile sconfiggere questo sistema bipolare, specie con l'attuale legge elettorale.

Durante la dichiarazione di voto del capogruppo di Idv al Senato, Felice Belisario, i dipietristi hanno contestato il premier Silvio Berlusconi mostrando l'agendina rossa simbolo dell'attività del magistrato Paolo Borsellino. Belisario ha attaccato il governo citando anche la trattativa tra Stato e mafia di cui hanno parlato alcuni pentiti.

Il senatore dell'Mpa Giovanni Pistorio annuncia il voto positivo alla fiducia al governo da parte degli autonomisti di Raffaele Lombardo, sottolineando che il mezzogiorno sconta due anni di ritardi e disattenzioni di governo e maggioranza. Quanto alla giustizia, Pistorio aggiunge: "Saremo molto vigili sul dossier giustizia. Se i provvedimenti ledono l'autonomia della magistratura o avranno un carattere punitivo verso i magistrati, lei presidente non troverà i nostri pochi voti solidali nei suoi confronti"

La finocchiaro incalza: "Caro presidente Berlusconi, bentornato nell'Aula di palazzo Madama che non la vedeva da tempo...Presidente, lei del Parlamento se n'è sempre infischiato". Questo l'incipit dell'intervento del presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro. "Lei - ha affermato Finocchiaro - è costretto per la prima volta, fuori dal suo ruolo e dal suo genere, a rivolgersi al ceto politico e non al popolo. La sua maggioranza in equilibrio non ci sta più. Bossi ha detto che la strada è stretta, oggi anche lui ha fatto marcia indietro, avete messo il bavaglio a questa rude franchezza". Dunque ora "l'immagine è quella di una somma di debolezze, è l'immagine di un panno strizzato al Nord da Bossi e al Sud da Fini. Lei sta in mezzo in una situazione di gravissima debolezza, non solo sua"

Curioso episodio durante la dichiarazione di voto del capogruppo dell'Mpa al Senato, Giovanni Pistorio. Che prende la parola per annunciare il "sì" al voto di fiducia ma mette in evidenza quanto poco sia stato fatto finora per la Sicilia. Berlusconi allora prende carta e penna e gli invia il seguente messaggio: "spenda quel che resta (72%) del Fas 2000-2005. Grazie. S. B.". Pistorio legge e lascia il foglietto sul tavolo per tutto il tempo dell'intervento. Ma il suo discorso sul Mezzogiorno prosegue come se nulla fosse.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lasciato Palazzo Madama al termine delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al Senato, dove è in corso la chiama nominale dei senatori. Il Cavaliere, che non ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti, ha sorriso e fatto cenni di saluto con la mano alla folla di curiosi e simpatizzanti, prima di salire in macchina e lasciare corso Rinascimento



Infine il Governo ottiene la fiducia al Senato con 174 sì, 129 no. Presenti 305 senatori, votanti 303, la maggioranza richiesta era di 152.


da 
http://www.ltnblog.tk


del 30/09/2010

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