giovedì 30 settembre 2010

«Affinché anche quella studentessa abbia un futuro normale...»

Dopo aver letto la bella e appassionata lettera pubblicata il 25 settembre a firma "studentessa umiliata dal sistema" dal titolo "Spiegatemi perché a 19 anni non ho diritto a un futuro normale" sono rimasto molto scosso, dispiaciuto e amareggiato per questa accorata protesta. La studentessa ha aggiunto che "la mia Nazione non ha più amore per i propri figli", "non posso essere figlia di chi sta saccheggiando il mio domani", "in questa vita non vedo futuro", e concludendo amaramente ha dichiarato che il suo "obiettivo è andare via dall'Italia". Cara studentessa non ti devi umiliare e scoraggiarti, sei giovane ed hai una vita davanti a te, non ti devi arrendere e non devi buttare la spugna, anch'io non mi sono arreso nei difficili anni del 1960, infatti, ho iniziato a dedicare la mia vita per tantissimi anni al mondo sindacale, pensavo che le cose sarebbero cambiate e ci sarebbe stato un futuro migliore anche per tutti i giovani, ma ancora non è così, ma questo non significa nulla. Devi continuare a "tentare ancora e ancora perché sei consapevole di quanto vali e di avere un cervello". Ho conservato la lettera che tutti gli italiani abbiamo ricevuto a casa alla vigilia delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 con la foto di Berlusconi "Rialzati Italia". Oltre a varie promesse di grandi opere annunciate per "finalmente superare il divario tra Sud e Nord", poi è stato promesso "lavoro, case per le giovani coppie, meno tasse". Purtroppo ai giorni nostri non è così, si continua ancora a dire che la crisi è stata superata, noi stiamo bene rispetto ai Paesi Europei, si è fatto molto, mentre i dati Istat sull'occupazione non sono incoraggianti e smentiscono coloro che ancora vedono tanta luce mentre siamo al buio completo, perché la realtà, compresa quella catanese è quella che tu hai descritto. Ma questo non significa nulla perché le cose devono cambiare. Hai visto che di fronte a questa realtà, anche la presidente degli Industriali, Mercegaglia, ha affermato che occorrono interventi per rilanciare lo sviluppo e l'occupazione. Con questa lettera voglio esprimere la mia solidarietà alla gentile studentessa, e mi auguro che malgrado l'amara realtà, le nostre menti più brillanti, non devono scappare da Catania. Non ti scoraggiare, perché vedi cosa sta succedendo a livello nazionale e regionale, quindi devi lottare assieme i tanti giovani perché anche tu possa avere il diritto ad avere "un futuro normale".
Antonino Alicata


Da: Lo dico alla Sicilia
LA Sicilia
30/09/2010

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