Si, la giustizia è già finita. In Italia non esiste alcuna giustizia, c'è n'eravamo accorti molto tempo fa senza bisogno di accendere la tv o di seguire i giornali. Ma non volevamo che a confermarcelo fosse la legge del legittimo impedimento. Legge anticostituzionale, legge totalmente anticostituzionale che erige a delinquenti coloro che ne ricavano quotidianamente vantaggio. Inutile annunciare chi di loro è delinquente, perché ci sbatterebbero in galera se solo lo dicessimo, ma pensarlo è ancora lecito.
Non potendo tollerare altrimenti queste ingrate leggi, queste bugie di democrazia che sotto mentite sfoglie qualcuno vuole ancora farci credere che siamo liberi, che siamo tutti uguali di fronte alla legge, forse a quella divina, ma non tutti abbiamo la fede di credere ad una consolatoria legge divina. Se non possono esserne soggetti i cittadini dello stato, lo saranno i cittadini della Chiesa Cattolica un giorno d'avanti a Dio potranno giustificare ed essere valutati per ogni loro male inflitto e compiuto in vita terrena.
Certo rimane veramente deludente l'ammissione del Pm De Pasquale quando annuncia "Ci dia le date per le udienze, sabato e domenica le vanno bene?" Questa è la frase che più mi deprime, che più mi spegne dentro ma allo stesso tempo anima ogni nostro muscolo e nervo affinché ciò non continui, non così non in questi termini. La sconfitta più grande della costituzione e della giustizia italiana è quando tutti i cittadini non sono uguali di fronte alla legge e quando un Pm deve concordare le udienze con un cittadino, come se questa fosse un impegno di cortesia o un caffè al bar tra amici. "Ti va bene sabato alle 8?" "Come dici? Non puoi? Devi giocare con le veline? Non importa sarà per un'altra volta"
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