Il ministro Maroni vuole i "filtri" per l'informazione sul web, dopo quanto accaduto. L'idea di filtrare l'informazione è oramai così chiara d'avanti ai suoi occhiali rossi. Magari costituirà un "comitato per la censura" e creerà nuove figure professionali. Il "censuratore" avrà il compito di filtrare o censurare o abbellire la realtà. Insomma non sarebbe male l'idea di gestire internet in differita: tu scrivi e qualcuno ha un numero di secondi o di minuti prima che l'informazione sia definitivamente sul web. Così se qualche malaugurato dicesse:"Berlusconi è basso" subito diventerebbe "Berlusconi è alto", se si dicesse: "Berlusconi è fascita" diventerebbe "Berlusconi è uno del popolo" e quanto altro.
Immancabilmente, presumiamo, che quel qualcuno che scrivesse queste "Non piacenti" affermazione, venga subito arrestato e punito. Non sappiamo bene se carcere a vita, fucilazione, o sodomizzazione.
Che bel modo di vivere la democrazia!!! Sembra di essere a Kabul o in qualche altro luogo dove la dittatura controlla l'informazione con la censura. Un vero dramma, negarci la nostra democrazia. E non veniteci a dire:"Vi abbiamo dato la democrazia e non ve la sapete gestire", perché nessuno ci da niente: La libertà è innata e un altro uomo non ha nulla di superiore ad altri per concedere o meno benefit, come vorrebbero farci credere.
Tartaglia rappresenta quella parte di italiani, talmente folle, da materializzare l'odio politico e istituzionale verso Silvio Berlusconi. E' nella convulsione della sua follia che lui diventa la mano armata della violenza.
Mentre noi, forse un pò più sani di mente, riusciamo a tenere a bada i nostri istinti rabbiosi e feroci, contro un'Italia che va indietro, che va a rotoli e che sembra non ci sia via di uscita; Il Tartaglia invece non ci riesce e trasforma il suo odio in azione violenta.
NON E' DA GIUSTIFICARE QUANTO ACCADUTO
Non è tanto meno da dare la colpa ai mezzi di informazione, non è tanto meno da darne la colpa ad alcuni giornalisti della sinistra noti, che nonostante conducano una politica anti-governo, lo fanno tutt'ora nel rispetto della non violenza, ma solamente dell'odio ideologico e nel rispetto delle persone fisiche.
Il "bifolco del Molise", come lo battezzano a "Zapping", Di Pietro è stato ferreo sulla sua linea e ha espresso al meglio quanto doveva dire. Non si può negare che ci sia istigazione, nel senso buono, all'inettitudine di questo governo. Un governo che vuole cambiare la costituzione, che vuole ripulire i soldi, un governo che vuole il Lodo salva premier, un governo che non ha creato occupazione, ma per mesi ha anche creato la crisi. E' un governo che nega l'oggettività delle cose e vuole solamente porsi a garante della verità, come se il resto della nazione fosse ignorante e dovesse pendere dalle labbra del governo. Questa è un'offesa all'intelligenza delle persone, e oltretutto è una mancanza di rispetto del prossimo, ponendo l'egocentrismo di questi signori sulla punta della piramide sociale, e noi, poveri cittadini, li a sottometterci nei vari gradini della piramide, senza possibilità di diritti e doveri. Tutto al libero arbitrio di una tendente dittatura. E' quello che ci manderà in crisi: la dittatura che sopprime ogni giorno di più la democrazia.
Di Pietro manifesta, in un italiano sempre da bifolco, il suo pensiero e quando si infervora ha i suoi buoni motivi. Lo stesso gesto del PDL è alquanto indegno: uscire dall'aula mostra poco senso democratico, in un'Italia che ha perso il senso di democrazia negli anni da entrambe le parti.
In un paese democratico come il nostro, in definitiva, Maroni non dovrebbe nemmeno lontanamente pensare di poter passare ai filtri sul web e renderci alla pari di paesi dittatori. Meglio la democrazia e continuare a gestirsela, che passare alla censura. Non voglio nemmeno pensarci che qualcuno può parlare di censura. Chi conosce il significato di ciò capisce subito che sarebbe la più grossa manipolazione delle menti umane e dei contenuti.
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