lunedì 2 novembre 2009

Non sfidate questo premier.

Le ferme posizioni di Berlusconi nei riguardi dell'opposizione ci turbano. Il premier definì l'ex segretario, come i predecessori, gente con cui non vi è stato dialogo. Ma cosa vorrà mai intendere per dialogo il premier? Cerchiamo di analizzare la situazione. Per lui dialogo significa fare le riforme. Quindi Franceschini è un comunista perchè non ha aiutato il premier, con il dialogo, a favorire il lodo Alfano. Quindi Franceschini è uno sporco comunista perchè, in parte minore, si oppose allo scudo fiscale. Ma ne vorrei 1000 di Franceschini allora in questo paese. Mille e mille miliardi di comunisti come lui al mondo.

Ma ora ci riprova il premier. Tentare il dialogo con Bersani. Per lui ha valore un dialogo nei due sensi, un pò come c'insegna Berlusconi docet a Ballarò di qualche settimana fa. Li il dialogo si esprimeva, si toccava con mano e bipartisan com'era, non era complicato non rendersi conto delle buone intenzioni del premier.

Se vuoi andare di pari accordo con il premier, devi aiutare le sua riforme, nel bene e e nel male. E' un pò come un matrimonio, nel bene o nel male, anche quando nel male c'è del marcio, anche quando nel marcio c'è il male di un paese.

Insomma, come s'era ben capito, non vi è dialogo con il presidente Berlusconi, a patto che non si riesca ad essere compiacenti e concordanti con le sue idee. Bel modo di collaborare e aver dialogo. Ma dove andata la voglia di far politica scontrandosi in punti di vista e poi trovare la via del giusto dialogo, magari senza vendersi per un pugno di dollari?

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