domenica 24 maggio 2009

La chiesa vi è vicina.

Qualcuno dall'alto ci è vicino. Il papa non vuole far perdere la fede e far venir meno i sacri dogmi e principi cristiani. Si commuove e si addolora in pontefice di fronte alla crisi economica dell'Italia. Si dispiace delle migliaia di giovani e meno giovani senza lavoro, precari e in cassaintegrazione. Questo significa meno matrimoni, e meno famiglie in Italia. Meno famiglie significa meno bambini da educare secondo i canoni di santa romana chiesa. E poi al papa dispiace che si perdino i valori di una cristianietà formatasi per secoli e secoli e che deve andare avanti.
Il papa sottolinea quanti deboli, disabili e immigrati patiscono pene e predica il suo messaggio, per sperare di accendere gli animi altrui.
Ma quello che veramente più addolora il papa è certamente la mancanza di lavoro, non sarebbe bello che di questo passo molti vadino ad elemosinare di fronte ai palazzi ecclesiastici, fiore all'occhiello dell'Italia unita.
Noi per ricambiare le premure del papa, ci augiriamo che la chiesa cattolica non entri nel turbine della crisi economica e che possa anche quest'anno chiudere con successo l'anno economico-finanziario, nonostante lo spettro della clisi che attornia Città del Vaticano.

Nessun commento: