lunedì 25 ottobre 2010

“Thank you Mr Ciancio” Corsa all’oro a Sigonella



Via i contadini, dentro il cemento. Sempre più numerosi i terreni della Sicilia orientale trasformati in residence per miliatari Usa. Con annesse speculazioni (e anche peggio)


25 ottobre 2010, di Redazione




Ancora qualche mese e la marina militare statunitense abbandonerà definitivamente il “Residence degli aranci” di Mineo (Cata­nia), il complesso di 25 ettari e 404 villette occupato dal personale in forza alla base di Sigonella da circa dieci anni. "È una strut­tura sovradimensionata per le nostre reali necessità abitative ed è pure prevista per il futuro la riduzione del numero dei militari e dei loro familiari a Sigonella", spiegano al Comando di quella che è la principale base aeronavale USA in tutto il Mediterraneo. Una giustificazione che non convince per nulla gli esponenti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, che ipotizza­no invece ben altri e più preoccupanti sce­nari. "Gli unici tagli ufficiali sono quelli relativi al personale civile statunitense e italiano che opera all’interno dell’ infrastruttura militare. E si tratta comunque di numeri irrilevanti, appena 44 unità per gli americani", dichiara il portav­oce della Campagna, Alfonso Di Stefano. "Siamo invece di fronte ad un’inarrestabile espansione delle funzioni strategiche ed op­erative di Sigonella e delle altre basi USA in Sicilia che inevitabilmente darà nuovo impulso alla crescita del numero dei mili­tari. Dalla lettura delle schede allegate al piano finanziario 2007 dei Military Con­struction and Family Housing Programs, emerge che entro la fine del 2012 il person­ale dell’US Navy raggiungerà a Sigonella le 4.327 unità, contro le 4.097 esistenti il 30 settembre 2005. C’è poi da aggiungere il centinaio di operatori, tra militari dell’US Air Force e tecnici della società contractor, giunti in Sicilia per il funzionamento dei Global Hawk, gli aerei senza pilota destinati alle operazioni di guerra in Africa e Medio oriente. Il ministro della difesa La Russa ha invece annunciato che per l’attivazione della nuova supercentrale di spionaggio AGS della NATO, giungeranno entro due anni a Sigonella “800 uomini con le rispettive famiglie”". I conti non tornano, dunque. Sigonella crescerà ancora di più e così, prevedibil­mente, crescerà il bisogno di alloggi. In re­altà il ritiro annunciato da Mineo appare più una fuga verso lidi migliori, verso aree più gradevoli dal punto di vista paesaggisti­co e naturale e meno distanti dallo scalo aeroportuale. Riparte così nelle province di Catania e Siracusa la corsa all’oro america­no, con amministratori locali, imprenditori e consorterie lobbistiche a farsi la guerra per convincere l’US Navy ad insediare vil­laggi e residence a “casa loro”. Secondo quanto emerso tre anni fa, più di una decina di progetti sarebbero stati approvati dai consigli comunali di Belpasso, Mascalcia, Motta Sant’Anastasia, Lentini, Ramacca, ecc. per insediare complessi “chiusi ad uso collettivo” per i militari di Sigonella. "Si tratta spesso di mere operazioni specu­lative che sottraggono pregevoli aree agricole alle loro funzioni produttive e oc­cupazionali", spiegano gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione. "Per gli amministratori l’importante è non farsi trov­are impreparati quando uscirà il “ban­do” per gli alloggi da dare in leasing ai mili­tari della grande base a stelle e strisce. L’iter è sempre lo stesso: una società privata fa la proposta al Comune per cambiare la destinazione d’uso dei terreni; il Consiglio vota la variante in tempi record; l’Assessorato regionale approva in via definitiva. Dietro il paravento dei residence per i militari si creano vere e proprie corsie preferenziali che bypassano piani regolatori e legittimano improponibili cubature. Male che va nuovi e vecchi cavalieri si ritroveranno in mano fondi ed immobili che hanno quintuplicato il loro valore senza sforzo alcuno". In pole position nella gara per accaparrar­si dollari e affitti c’è sicuramente Motta Sant’Anastasia, comune di 11mila abitanti ai piedi dell’Etna. "Da anni siamo in ottimi rapporti con i vertici di US Navy", commentava qualche tempo fa l’allora sindaco Nino Santagati. "A Motta vivono già 750 americani, perfet­tamente integrati con i nostri concittadini. Tanto è vero che da tempo abbiamo identi­ficato non una, ma cinque aree dove potrà sorgere il nuovo villaggio per Sigonella". Nel 1999, in meno di un mese, il con­siglio comunale ha approvato tre progetti di vari­ante, destinando le aree agricole a “resi­denze temporanee” per i militari. In tutto è stata offerta all’US Navy una superficie di 329.063 metri quadri, con "una densità ter­ritoriale di 85 abitante per ettaro e una do­tazione di 100 metri cubi pro-capite" che, conti alla mano, fa 2.805 possibili residenti e 280.500 metri cubi di cemento. Alla Regione nessuno ha avuto nulla da ridire, anzi, tutte e tre le varianti sono state particolarmente apprezzate perché, come si legge nei decreti di approvazione del 2001, "la vicinanza del territorio comu­nale di Motta Sant’Anastasia a Sigonella at­tribuisce allo stesso una spiccata attitu­dine ad accogliere strutture organizzate e servizi da destinare al personale della base". Il primo dei progetti è stato avanzato dal­la Società Holding Investment e riguarda un’area di 16,4 ettari di contrada Policara, vicino al torrente San Nicola. Il secondo, su richiesta della ditta Scuderi Giovanni, inter­essa 4,7 ettari di contrada Mustazzo. Il ter­zo progetto, 11,8 ettari in contrada Ramusa, è firmato adll’impresa di costruzioni La.Ra. di Motta Sant’Anastasia, società posta sotto ammin­istrazione controllata nel dicembre 1997 dal Tribunale di Catania e definitiva­mente con­fiscata nell’ottobre 2000 perché appartenu­ta a personaggi legati al clan di Benedetto “Nitto” Santapaola, boss cata­nese. Negli anni ’90 la La.Ra. ha op­erato in re­gime semi-monopolista nella gestione di numerosi servizi all’interno della base di Sigonella. I con­tratti del Dipartimento della difesa sono ar­rivati anche dopo la tempesta giudiziaria e nel periodo compreso tra il 2002 e il 2008 la La.Ra. ha ricevuto da Washington 6 mil­ioni e 355mila dollari per opere, studi geotecnici, servizi di manuten­zione e riparazione. Lo scorso anno il gran botto: con la Gem­mo Spa di Vicenza e la Del-Jec Inc., uno dei colossi del complesso militare industri­ale e nucleare statunitense, la La.Ra. ha dato vita al consorzio “Team Bos Sigonel­la” che si è aggiudicato una commessa di 16 milioni di dollari (e l’opzione sino a 96 milioni in caso di proroga del contratto) per il "trasporto di armamenti, materiali ed att­rezzature necessarie" e la "gestione dei servizi ambientali, il controllo delle sostanze nocive, la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti" nelle basi di Sigonella, Augusta, Niscemi e Marza-Pachino. Dalla visura catastale risultano alla guida della società di Motta, l’avvocato Teodoro Perna e il commercialista Giuseppe Giuffr­ida, amministratori giudiziari e/o liquidatori di altre società appartenute a imprenditori in odor di mafia operanti a Sigonella (Be­ton Conter, Bosco Etneo, Impredil, La Mas­tra Carmelo). I due sono stati pure amministratori giudiziari dei beni e delle aziende confiscate alla famiglia Rie­la di Misterbianco, per anni leader incontr­astata dei trasporti e della lo­gistica in Sicilia. Il programma più ambizioso d’insediamento di un villaggio per l’US Navy è tuttavia quello approvato a Lentini nell’aprile 2006 dall’allora giunta di centro­sinistra. Esso prevede "mille casette a schi­era unifamiliari con annesso verde privato e parcheggi, un residence per la sistemazione temporanea per i militari in attesa di allog­gio definitivo, attrezzature per l’istruzione, lo svago e il terziario, impianti sportivi" al posto dei floridi agrumeti delle contrade Xirumi, Cappellina e Tirirò, nelle vicinanze del Biviere di Lentini, Sito di In­teresse Comunitario (Sic) e Zona di Pro­tezione Speciale (ZPS) della Provincia Re­gionale di Siracusa. Stando al progetto, in un’area complessiva di 91,49 ettari dovreb­bero sorgere costruzioni per un volume di 670.000 metri cubi, capaci di ospitare sino a 6.800 cittadini statunitensi. A presentare il piano ci ha pensato sta­volta la Scirumi Srl, società con sede a Cata­nia in via XX Settembre 42 presso lo studio del professore Gaetano Siciliano, presidente onorario della Fondazione Dot­tori Commercialisti Sicilia, già presidente dell’ordine dei commercialisti e del colle­gio dei revisori dei conti del Comune di Catania. Anche Siciliano è stato amministratore del Riela Group di Misterbianco, ma nel 2003 dovette ri­nunciare al mandato perché raggiunto da condanna in primo grado per peculato. Si era auto-liquidato un compen­so di 381mila euro come amministratore. Principale azionista della Scirumi Srl è l’Impresa Costruzioni Maltauro di Vicenza, altra grande contractor delle forze armate USA in Italia. La Maltauro, in particolare, ha realizzato un centro d’intrattenimento per il personale militare e diversi uffici am­ministrativi nella Caserma Ederle di Vicen­za. Nella base di Aviano la so­cietà ha real­izzato un complesso ricrea­tivo ed alcuni edifici per l’US Air Force e ha ristrutturato tre aree per parcheg­gio, ricovero ee offi­cine dei cacciabombar­dieri nucleari F-16. Tra i soci della società Scirumi per il resi­dence di Lentini compare inoltre la Cappel­lina Srl, società nella titolarità della famiglia di Mario Ciancio Sanfilippo, l’onnipotente editore-imprenditore di Cata­nia, già alla guida della Federazi­one degli editori, proprietario del quotidiano La Sicil­ia ed azionista degli altri quotidiani e di buona parte delle emittenti della Sicilia. A lui erano intestati una parte dei terreni venduti alla Scirumi per complessivi 10 miliardi e 800 milioni di vecchie lire. Una parte, perché gli altri fondi appartenevano alla Sater Società Agricola Turistica Etna Riviera, anch’essa di Mario Ciancio, della moglie Valeria Guarn­accia e dei figli Do­menico e Rosa Emanue­la. La Sater condivide la stessa sede della Cappellina (via Pietro dell’Ova 51, Cata­nia) e finanche l’amministratore, l’anziano avvocato Francesco Garozzo, presente in altre operazioni finanziarie del gruppo Ciancio. Uno dei figli del legale, Carmelo Garozzo, è membro del Cda della Scirumi; altro Garozzo, l’ingegnere Rosario (già di­rettore generale del Comune di Adrano) è invece uno dei progettisti del complesso destinato ai militari di Sigonella. Gli altri due progettisti sono Antonio Le­onardi, dirigente A.U.S.L. 3 di Catania e presi­dente dell’Associazione Nazionale In­gegneri della Sicurezza e l’architetto Mat­teo Zapparrata, già capodipartimento della Provincia regionale di Catania (settore pro­grammazione opere pubbliche ed urbanis­tiche) con i presidenti Musumeci, Lombar­do e Castiglione e Commissario straordi­nario del Consorzio per le Autostrade Si­ciliane dal 2008 all’agosto 2010. A rendere alle forze armate USA partico­larmente gradita l’ipotesi Lentini, la facile accessibilità dell’area alle strade statali 417 Catania-Gela e 385 Catania-Caltagirone, la vicinanza alla base di Sigonella (12 km) e soprattutto lo straordinario scenario natu­rale del luogo. Il Comune di Lentini in sede di approvazione della variante al Prg ha in­oltre prescritto che in sede di convenzione tra il Governo USA e la società proponente vengano realizzate "opere che rendano facilmente fruibile" il lago di Lentini. Ov­via previsione un’altra colata di cemento, con complessi alberghieri, campi da golf e porticcioli ad uso semi-esclusivo delle forze armate USA. "Tutta l’operazione “Scirumi” è stata viziata dall’inizio da una serie di errori, di violazioni e di omissioni che duramente configgono con la moralità, la trasparenza e le leggi", hanno denunciato il Centro Studi Territoriali Ddisa, I Verdi di Lentini e la Redazione di Girodivite.it che a livello lo­cale hanno tentato di opporsi al progetto. "L’insediamento deturperebbe irrimediabil­mente il contesto paesaggistico e colpireb­be una delle attività produttive locali più redditizie, la produzione di agrumi. La zona di Xirumi, Cappellina e Tirirò è pure inter­essata da almeno due aree archeologiche, una delle quali ricade proprio all’interno della cinta del complesso in questione. L’altra area, di cui nessuno ha fatto men­zione nell’iter progettuale, è di particolare importanza storica e culturale. Si tratta del vasto insediamento rupestre sul colle di San Basilio che domina il vasto paesaggio che si vorrebbe convertito a residence e villette". Con l’esodo USA da Mineo si ri­aprono i giochi per gli speculatori e gli in­stancabili divoratori del territorio.

Antonio Mazzeo


da Ucuntu.org

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