L'onda nociva che ha provocato quattro morti in ungheria avrebbe contaminato il più grande fiume dell'Unione. Si temono ripercussioni dalla Serbia fino alla Romania e al Mar Nero. Ma la protezione civile di Budapest smentisce dal nostro inviato ANDREA TARQUINI
BUDAPEST - Cresce l'allarme per la catastrofe ecologica in Ungheria 1. Il fango rosso altamente tossico ha raggiunto il Danubio, e minaccia così l'ecosistema e ogni forma di vita acquatica nel più grande e mitico fiume dell'Unione europea, che attraversa capitali come Budapest e Belgrado. Il rischio concreto è che l'inquinamento si estenda agli altri paesi dove il Danubio scorre, dalla Serbia fin giù alla Romania e al Mar Nero.Secondo notizie fornite da un responsabile del servizio magiaro delle acque, i letali fanghi tossici, che si erano riversati nei giorni scorsi nel piccolo fiume Mercal e poi nella Raba, sono finiti nel Danubio. I controlli sulla qualità delle acque registrano infatti un tasso di alcalinità oltre il 9 per cento, quindi ben superiore a quello normale che secondo gli scienziati citati dalle agenzie di stampa è tra il 6 e l'8 per cento.
Responsabili della protezione civile hanno minimizzato e ridimensionato l'allarme: secondo loro il fango rosso avrebbe raggiunto le acque della Raba ma non ancora quelle del Danubio. Il servizio delle acque smentisce questo ottimismo, ma le autorità insistono: il Raba è inquinato, il Danubio no, o quantomeno non ancora. Testimoni oculari citati dalla France Presse dicono di aver visto molti pesci morti, uccisi dal veleno, venire a galla nelle acque del Raba, ma non nel Danubio.
Il fango rosso comunque sta creando la più grave catastrofe ecologica in Europa da diversi decenni: per sciagure di queste dimensioni o di gravità superiore bisogna probabilmente risalire a Seveso e a Cernobyl. Il disastro è cominciato lunedì scorso, quando un argine di contenimento di un grande bacino-deposito di fango rosso (una scoria derivata dalla produzione di alluminio) nella città occidentale di Ajka ha ceduto, e 1,1 milioni di tonnellate di sostanze tossiche sono uscite dal bacino con la violenza di un'onda di tempesta. La marea di fango ha investito almeno sette villaggi presso Ajka. Kolontar e Devecser sono stati i più colpiti. I morti sono stati quattro, tra cui due bambini. Tre persone sono ancora disperse e per loro praticamente non c'è più speranza, 120 sono ricoveratye in ospedale. Alcune di loro versano ingravi condizioni.
Da giorni, reparti speciali dell'esercito ungherese, tecnici della protezione civile e volontari tentano in una corsa contro il tempo di arginare l'onda del fango. Nel liquido sono state versate sostanze che dovrebbero renderlo meno tossico, ma senza apparente successo. E ora la situazione sembra precipitare.
(07 ottobre 2010)
La repubblica web
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