domenica 19 settembre 2010

Si gioca ancora nell'opposizione...

Pd, è polemica su Veltroni
No da Casini e da Di Pietro

Alleati e interlocutori contrari alle recenti iniziative dell'ex segretario. Il leader Udc: "La mozione di sfiducia è una proposta demenziale". Vendola: "Tra i democratici preoccupante disputa personale". Rosy Bindi: "Il litigio finirà presto, Walter ha capito l'errore"

ROMA - Non sembrano raccogliere consensi nel campo del centrosinistra le ultime iniziative di Walter Veltroni. Se all'interno del Partito Democratico c'è malumore per il documento firmato da 75 deputati 1 che critica la linea di Bersani, anche gli alleati e i possibili interlocutori esterni si smarcano dall'ex segretario.

Casini: "Sfiducia? Proposta demenziale". Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, si dice "assolutamente contrario" alla mozione di sfiducia 2 al presidente del Consiglio proposta dall'ex sindaco di Roma con Arturo Parisi. "Se vogliono che l'Udc la voti", premette Casini a SkyTg24, "minimo ne devono parlare prima". Ciò detto l'ex presidente della Camera parla di operazione "demenziale" visto che "il 28 settembre Berlusconi verrà in Parlamento e probabilmente verrà messa la fiducia". Dunque, si chiede Casini, questa operazione "è propaganda o politica?".

Di Pietro: "La leadership spetta a Bersani". Uno stop indiretto a Veltroni sembra venire anche dal leader Idv, Antonio Di Pietro. Concludendo la festa del suo partito, a Vasto, Di Pietro ha detto di riconoscere "al Pd il diritto-dovere di farsi carico di promuovere l'alleanza e al suo segretario di essere il leader di quel partito. Bersani è il segretario del Pd", ha detto l'ex magistrato, "quindi, spetta a lui esserne leader". Di Pietro non ha mancato di ironizzare sul dibattito interno ai democratici: "In questi giorni accade che non sappiamo a chi rivolgerci", ha osservato. Per poi avvertire che, in caso di primarie, se il programma sarà "condiviso da tutte le forze" del centrosinistra l'Idv appoggerà qualunque nome, da Vendola a Bersani, da Chiamparino a Di Pietro. Ma è chiaro che", ha puntualizzato, "se sul programma non c'è accordo complessivo non avremo nessun problema a proporre un nostro candidato per le primarie".

Alla festa dell'Idv è intervenuta anche la presidente delll'assemblea del Pd, Rosy Bindi, secondo la quale "Veltroni ha capito che il suo è un atto di divisione che nel partito non vuole nessuno". La Bindi scommette che "il litigio" all'interno dei democratici "finirà presto", perché "chi ha iniziato, ha capito di aver sbagliato".

Vendola: "Nel Pd disputa preoccupante". Sul dibattito interno al Pd è intervenuto anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, indicato come favorito in un eventuale scontro per la leadership del centrosinistra: "E' preoccupante la disputa tra le persone quando si fa fatica a intendere la natura politica della contesa", ha detto commentando il documento dei veltroniani. "Penso che il centrosinistra debba concentrarsi sul Paese: dobbiamo essere la coalizione che è capace di portare a sepoltura il berlusconismo, a condizione che sia in grado di parlare della scuola, dei beni comuni, del lavoro con il linguaggio dell'alternativa". Secondo il leader di Sinistra e Libertà, "aprire una discussione pubblica su idee forti, sui programmi dell'alternativa e quindi calendarizzare le primarie è un modo per restituire utilità e forza al centrosinistra".
(19 settembre 2010)

Repubblica web 

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