Ex assessore resta in carcere
Amendolia, ex deputato Ars e attualmente militante del Mpa, è accusato di tentata estorsione e sequestro di persona. Nel 2004, la procura di Catania ne chiese il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa
CATANIA - L'ex deputato regionale ed ex assessore della Provincia di Catania, Nino Amendolia, ricorrerà al Tribunale del riesame contro l'ordine di custodia cautelare in carcere che ipotizza i reati di tentativo di estorsione e sequestro di persona emesso dal Gip Paola Cosentino. Lo ha annunciato il suo legale, l'avvocato Carmelo Peluso.
Il Gip, dopo l'interrogatori di garanzia, ha deciso di non convalidare il fermo eseguito dalla squadra mobile perchè, a parere del giudice, non c'era il pericolo di fuga ma disposto la permanenza in carcere di Amendolia ritenendo valide le esigenze cautelari richieste dal sostituto procuratore della Dda etnea Agata Santonocito.
Analogo provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di Alfio Bonnici, Luigi Grasso e Francesco Leonardi, ritenuti dalla Procura vicini a ambienti del clan Santapaola. Sarebbero stati loro, secondo l'accusa, i tre intermediari incaricati da Amendolia di 'convincere' un imprenditore a fare fronte a un presunto debito da 150mila euro per la vendita di un albergo a Catania.
La vicenda non è legata al ruolo politico dell'ex deputato dell'Ars, eletto nel 2001 all'Assemblea regionale siciliana con la lista Liberal socialisti e poi transitato al Mpa.
Durante la sua legislatura alla Regione Siciliana, dove è stato anche componente della commissione Antimafia, Amendolia fu indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa. La Procura di Catania ne chiese il rinvio a giudizio nel 2004, ma l'allora Gip Antonino Ferrarà rigettò la richiesta e dispose l'archiviazione delle accuse nei suoi confronti.
La Sicilia Web
06/09/2010
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