L'incontro alla chiesetta di Archi ha visto una buona affluenza di persone, che ad un certo punto hanno deciso di partire assieme alla volta di Via Olmo per raggiungere l'oramai nota a tutti Contrada Gancia. Il comitato, con l'attiva partecipazione del WWf-Jonico Etneo e la presenza del WWF-Sicilia, ha organizzato una passeggiata guidata per i sentieri di contrada Gancia.
Lo scopo è la forte volontà di far conoscere e valorizzare la bellezza del luogo, prima che il comune ripostese lo venda, ora che dal 2005 il terreno è fuori dal vincolo di immodificabilità. Il consiglio comunale ha deciso all'unanimità di vendere procedendo con due aste pubbliche andate deserte con base d'asta di 12 milioni di euro.
Il comitato, che da mesi si contrappone alla presente volontà di disfarsene di un terreno che potrebbe essere un bene della collettività, ha anche proposto di affidare alla Forestale il terreno per il mantenimento e la tutela a costo zero per il comune, lasciandone di conseguenza la proprietà al comune di Riposto. Tale proposta non sembra sfiorare e stimolare le menti avide e disgiunte dei politici che vedono il simbolo euro tra una parola e l'altra, senza sfiorare minimamente altri sentieri e senza mai ascoltare le necessità della collettività e le proposte della medesima.
Per i suddetti motivi si è organizzata la passeggiata del 18 settembre, dove hanno partecipato oltre 150 persone, che tutti assieme sono scese per i sentieri, distrutti dalle ruspe, di contrada Gancia. Centinaia e centinaia di domande hanno invaso il comitato dove cittadini di Giarre, Riposto, Mascali, Piedimonte e dintorni incuriositi ora da questo e ora da quello hanno trovato veramente interessante e bello un luogo che è nell'incuria più assoluta e utilizzato come discarica abusiva da parte di " ignoti".
Altrettanto importante la presenza di alcuni esponenti del consiglio comunale di Riposto, che si sono in qualche modo "ravveduti" riguardo alla bellezza del luogo. L'angoscia che il consiglio comunale abbia votato per vendere questo terreno scatta fuori che molti o tanti non conoscono assolutamente contrada Gancia, ma abbiano con disinvoltura votato alla vendita. Se questo comune si sente in grado di poter essere un "commerciate" di beni, vorremmo che conoscesse ciò che vende (...o che svende).
Il vero inizio della passeggiata è iniziato all'ingresso di Contrada Gancia, dove il Presidente del WWf-Jonicoetneo Vita Raiti, ha illustrato la storia del luogo, il perché il comitato non vuole che si vende. L'intervento del prof. Giannetto ha ricordato nei dettagli la storia di questo terreno sottratto dal comune di Riposto negli anni ottanta dalle mani di imprenditori senza scrupoli. Ha ricordato che vi è stato un avvio di lottizzazione, visibile in alcune parti del terreno, ad opera delle "Sette Sorelle", ovvero sette società edilizie inesistenti che avevano ironicamente preso il nome di sette fiori.
Presentazione della Passeggiata a Contrada Gancia di Vita Raiti e del prof. Giannetto (parte 1)
Presentazione della Passeggiata a Contrada Gancia di Vita Raiti e del prof. Giannetto (parte 2)
Emozionante l'avvio della passeggiata che vede una folta folla di persone iniziare a passeggiare per i viali e i percorsi battuti di questo enorme terreno dove tra la bellezza di more selvatiche e di felci e canneto, ci si incappa in rifiuti di ogni genere, in un incendio quasi domato oramai di cumuli di rifiuti. Casualmente sul luogo abbiamo trovato la presenza delle guardie ittiche-ecozoofile forse intervenute in perlustrazione del territorio, o allertante dai ripetuti incendi o da coloro che vanno a cacciare indisturbati nell'area.
L'avvio della passeggiata
Giunti nell'area della falesia, ovvero del noto "chiancone" il laureando in geologia fabio Patanè ha illustrato il valore geomorfologico dell'intera area, sottolineando come quel terreno abbia un'importanza geologica di milioni e milioni di anni, ed è interamente formato da eruzioni vulcaniche dell'Etna e di terreni del vulcano che nel corso del tempo si sono alternate sovrapponendosi e creando la bellezza unica del nostro territorio jonico-etneo, particolarmente evidente nell'alta falesia di Contrada Gancia.
Particolare interesse è stato poi rivolto alla visione della stessa falesia dall'alto e alla bellezza oltre che del costone roccioso della visuale sul mar Jonio e la purezza di quelle acque. Il raggiungimento della "ferita nel chiancone" ha infine lasciato spazio a infinite emozioni facendo toccare con mano la bellezza e l'unicità di questo terreno; oltre alla possibilità di vedere il mare come se fossimo in una finestra che da nettamente sull'infinito mare innanzi a noi. Ricordando a tutti che è stata ad opera delle "Sette Sorelle", che per valorizzare ulteriormente il terreno che volevano lottizzare, hanno tentano un accesso a mare tramite l'utilizzo di esplosivo. Rimane oggi un'incantevole finestra da cui vedere le sezioni del "chiancone" e allo stesso tempo il mare, facendo massima attenzione ad un terreno facilmente franabile e sconnesso.
Illustrazione del "chiancone" dal laureando in geologia Fabio Patanè Parte 1
Illustrazione del "chiancone" dal laureando in geologia Fabio Patanè Parte 2
La Discesa nella "ferita del chiancone"
All'interno di questa "ferita" le parole di Salvo Quattrocchi esponente del WWF-Jonico Etneo e gli esponenti del Circolo Rifondazione Comunista "Gramsci" di Riposto hanno espresso il loro interesse affinché la falesia venga tutelata. Sottolineandone la franosità ma nel contempo la bellezza Salvo Quattrocchi ha spiegato che si sta procedendo ad una lenta riformazione della flora nella ferita del "chiancone" con piante della macchia mediterranea come la "silene vulgaris (nota come Cannatedda) e le felci. Inoltre ha ribadito come una simile composizione morfologica e stratiforme esiste molto simile in alcune pareti rocciose della Valle del Bove (Etna).
Video intervista Salvo Quattrocchi:
La passeggiata procede poi verso le due enormi abitazioni al centro di contrada Gancia, di proprietà dei privati. Li Vita Raiti, coadiuvata da Concetto Barone, sottolineano che nel palazzo di inizi '800 era presente la torre del telegrafo ottico (attualmente la torre è ancora li presente). La torre offrendo un'ottima visuale tra Acireale e Taormina era punto di mezzo di comunicazione. Il telegrafo ottico di Chappe era costituito da un meccanismo interno che permetteva di muovere le due aste sopra la torre per codificare lettere e numeri. Dall'altro capo chi osservava era munito di cannocchiale e riproduceva le medesime codifiche per interpretarle o ritrasmetterle.
La riscoperta di questo importante luogo è stata riportata alla luce da "Comitati delle Due Sicilie" che ricercando tra gli archivi storici dell'età Borbonica ha trovato mappe e documenti che attestano la presenza dell'importante postazione telegrafica di Punta D'Olmo. In seguito nell'era fascista l'area è stata adibita ad avamposto della marina militare, infatti sul pavimento della torretta si trova tutt'oggi un sigillo (che fa da "tappo" dove una volta fuoriusciva l'asta del telegrafo) della marina militare che riporta: "Istituto idrografico M.M. Proibito danneggiare Legge 3/06/1935" . Come è facile intuire il luogo si prestava bene ai calcoli trigonometrici per la realizzazione delle cartine topografiche civili e militari.
Le numerose foto e i piacevoli commenti sul social network facebook e sul gruppo "Salviamo Contrada Gancia" testimoniano l'importanza e il valore della passeggiata a Contrada Gancia.
Concetto Barone
Da: http://www.ltnblog.tk
del 18/09/2010
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